IMPARARE IL RISPETTO PER LE API

Nel nostro pianeta, il 97.3% della massa è costituita dal regno vegetale e il 2.7% dal regno animale. Di quest'ultima percentuale i due terzi sono costituiti da insetti e il rimanente terzo da tutti gli altri animali: gli uomini sono solo lo 0,01% dell’intera biomassa. Eppure il 99,99% dei viventi sul nostro pianeta può essere messo in pericolo dalle scelte umane.

Per questo la nostra responsabilità è fondamentale, le nostre azioni determinano il futuro di tutti gli esseri viventi.

Il rispetto per l'ambiente, la salvaguardia della biodiversità, la difesa degli animali si insegnano da bambini, affinchè crescano nuove generazioni attente e coscienziose, che si possano adoperare per un futuro più sostenibile. 

Proporre fin da piccoli un'esperienza coinvolgente all'interno del mondo delle api, può fare in modo che i bambini facciano propria la battaglia per la difesa di questi insetti e con loro, di tutti gli insetti pronubi.

È stata scoperta in Birmania la più antica ape impollinatrice della storia: rinvenuta in un blocco di ambra fossile, risale a 100 milioni di anni fa (cioè al Cretaceo medio). Sulla sua peluria e le sue zampe è presente del polline.

Mancavano ancora circa 98 milioni di anni alla comparsa del primo Homo, antico progenitore dell’Homo sapiens. 

L'uomo impara presto a conoscere la bontà (e l’utilità) del miele, come conferma una pittura rupestre di 7.000 anni fa ritrovata a Valencia, tanto da considerarlo "dono degli dei" in diverse culture, tra cui quella greca, nella quale le sacerdotesse della dea Demetra prendevano il nome dalla ninfa Melissa (“ape” in greco) che scoprì i primi favi di miele.

Gli Egizi furono i primi ad avviare la pratica di “allevare” le api. Il Codice di Hammourabi nel XVIII secolo a.C., una delle prime fonti di diritto scritto, dedica alcune disposizioni di legge al miele, tutelando gli apicoltori e sanzionando il furto di miele dalle arnie. Anche Carlo Magno, successivamente, imporrà dure sanzioni ai ladri di miele e comanderà che in tutte le sue terre vi siano api e produzioni di miele e idromele.

Le api accompagnano la vita sul pianeta da sempre: la loro storia si intreccia alla nostra in modo indissolubile. Non è possibile immaginare un pianeta senza di loro.

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VOLANDO SUI DINOSAURI

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IL VALORE DELL'IMPOLLINAZIONE

In botanica, l’impollinazione è definita come quel processo che consiste nel trasporto dei pollini dalla parte maschile e quella femminile dell’apparato riproduttivo delle piante. Gli organi sessuali sono contenuti nei coni o nei fiori della maggior parte delle specie vegetali e servono per consentire la fecondazione e la riproduzione delle Gimnosperme e delle Angiosperme. Esistono principalmente 2 tipi di impollinazione:

  • l'autoimpollinazione (autogama) in cui c'è passaggio diretto del polline dall’antera di un fiore allo stigma dello stesso fiore (ermafrodita)

  • l'impollinazione incrociata (eterogama), in cui la fecondazione dipende dal trasporto del polline da una pianta ad un’altra appartenente alla stessa specie e dipende essenzialmente dall’azione di agenti impollinatori e fattori esterni.

In Europa le api e gli altri insetti impollinatori contribuiscono alla produzione agricola di oltre 100 colture (70% del totale).

In un giorno le api di un alveare possono visitare fino a 225.000 fiori. In Italia una sola arnia contribuisce ad un incremento produttivo delle colture agricole pari a 1.200€/anno. Senza le api la produzione di zucchine, melanzane, fragole, mandorle, mele... e molte altre varietà subirebbe un vero e proprio tracollo. 

ALLA SCOPERTA DEGLI INSETTI IMPOLLINATORI

Gli impollinatori in natura sono diversi: oltre agli insetti, ci sono alcuni rettili, uccelli, pipistrelli, alcuni marsupiali e mammiferi, molluschi, oltre che il vento e l'acqua. Ad impollinare talvolta può essere anche l'uomo, mediante l'impollinazione artificiale.

Quando ad occuparsi del prelievo e trasporto dell prezioso carico di polline è un insetto si parla di impollinazione entomofila o entomogama.

Gli insetti impollinatori sono di varie specie: Imenotteri (gruppo di cui fanno parte oltre alle api, bombi, vespe e formiche impollinatrici), Lepidotteri (che comprendono le farfalle, prevalentemente diurne, e le falene, generalmente notturne), Ditteri (come i Sirfidi), Rincoti, Coleotteri, Tisanotteri e Ortotteri. Sono più di 100.000 le specie di impollinatori nel mondo e tutte dovrebbero essere rispettate e tutelate per la loro instancabile azione di fondamentale utilità verso il pianeta. 

Insegnare nelle scuole, oltre alle modalità operative, il valore dell'impollinazione è fondamentale: dare l'esempio lo è ancora di più.

Il primo passo potrebbe essere quello di creare un "giardino impollinatore" negli spazi aperti interni e nei cortili delle scuole: aree spesso inutilizzate ma che possono essere trasformate in vere e proprie oasi di biodiversità.

Sul fronte didattico, costituire delle oasi della biodiversità per accogliere e consentire la riproduzione delle farfalle e degli impollinatori permette di favorire l’istituirsi di “scuole di natura” e di formazione all’ecologia urbana per i cittadini più giovani. I bambini si riappropriano così degli spazi aperti in cui possono osservare e sperimentare sul campo le nozioni apprese in aula, riallacciando il legame innato con la natura, motore primo della curiosità e fonte inesauribile di conoscenza.

COSTRUIAMO UN BUG HOTEL!

I Bug hotel sono nidi e rifugi artificiali per insetti impollinatori e possono avere caratteristiche diverse in relazione alle specie a cui sono potenzialmente destinati e alle loro specifiche esigenze.

Alcuni ospiti lo utilizzeranno per ripararsi durante la stagione fredda, altri lo utilizzeranno per la riproduzione mettendo al riparo le uova della successiva generazione. Ad ogni specie andrà pertanto fornito il tipo di riparo più adatto a tali scopi, che dovrà comunque essere asciutto, riparato da ristagni d’acqua e dai venti ed esposto al calore del sole.

In particolare, le abitazioni destinate alle api solitarie sono solitamente costituite da corridoi cavi a fondo cieco dal diametro generalmente compreso tra i 2 e i 12mm e di lunghezza variabile, dai 12 ai 20cm. Si utilizzano allo scopo canne di bambù, canne comuni (Arundo donax) o steli di graminacee tagliati sotto un nodo, o si forano appositamente tronchi o assi di legno, utilizzando punte di vario diametro. 

Le api solitarie si chiamano così perchè, a differenza delle api domestiche (mellifere) non hanno una vita sociale organizzata e preferiscono vivere da sole. Nel mondo ce ne sono 20.000 specie, 550 solo in Europa.

Costruire quindi un Bee Hotel è un'attività istruttiva e concretamente utile, che si può realizzare facilmente nella propria scuola.

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A SCUOLA DI APICOLTURA

Le api nel mondo sono 3.600 miliardi, vivono in 60 milioni di alveari e sono accudite da 6,5 milioni di apicoltori.

Le api hanno da sempre affascinato il genere umano, che da secoli studia la loro incredibile organizzazione. Secondo la classificazione tradizionale, le api sono degli insetti, ma oggi le loro colonie sono considerate dei “super organismi” in cui le operaie svolgono le funzioni degli organi di manutenzione e nutrimento, mentre la regina e i fuchi rappresentano gli organi di riproduzione. Le api non si possono addomesticare, eppure da millenni vivono in simbiosi con gli apicoltori, producendo miele, pappa reale, cera, polline e propoli.

Gli apicoltori le osservano, le ascoltano e imparano a capirle, ad esempio dal suono del loro ronzio o dal modo in cui volano. Questa attività porta gli apicoltori a stabilire un rapporto profondo con le api e a farsi interpreti delle loro esigenze e dei loro diritti. 

Chi meglio di un apicoltore dunque può spiegare ai bambini e ai ragazzi la vita dell'ape, la società e i ritmi nell'alveare, le caratteristiche peculiari di tutti i prodotti dell'alveare e la fondamentale importanza delle api per la vita del pianeta? Ospitare un apicoltore in classe o visitare con lui/lei l'apiario (specialmente se didattico) permette di addentrarsi in questo mondo affascinante e misterioso, in modo coinvolgente ed indimenticabile.

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