ISTITUZIONI PER LE API

Lo scienziato T.D. Seeley, che ha studiato per anni il “comportamento sociale” delle api, ha teorizzato che la politica animale può paradossalmente superare in organizzazione e concretezza quella umana. Il dialogo democratico delle api permette infatti che il ragionamento e le loro decisioni guardino al lungo termine e non tengano conto dei vantaggi immediati né tantomeno dei sacrifici che ovviamente il periodo successivo al cambiamento determina. Dall'alveare la nostra politica, a tutti i livelli, può trarre spunto ed esempio.

 

A difesa delle api e degli insetti pronubi, si stanno movimentando moltissime istituzioni, finalmente più attente all'importanza che l'azione di questi animali riveste nel nostro presente e per il nostro futuro. Prima tra tutti l'Unione Europea, che attraverso l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha creato una piattaforma che riunisce scienziati, apicoltori, agricoltori, industria e organizzazioni ambientali, per studiare e valutare i rischi ambientali, in particolare quelli relativi all'uso di pesticidi, e le possibili misure di protezione specifiche.

In Italia, la politica non è sorda a queste problematiche: moltissimi sono stati i finanziamenti disposti a sostegno dell'attività apistica, riconosciuta come baluardo di difesa per questi insetti, per la loro proliferazione e la loro tutela. Ma molto ancora rimane da fare.

Il ruolo delle istituzioni locali, dei comuni e delle organizzazioni sul territorio, riveste in questo un'importanza fondamentale.

Il verde urbano è importante per produrre ossigeno, rendere accettabile la temperatura nelle città e a proteggerci dalle polveri sottili, ma anche per rendere esteticamente più gradevoli i nostri ambienti urbani: migliora sostanzialmente la qualità di vita delle nostre comunità.

Tuttavia molte aree verdi delle nostre città sono state progettate senza una reale attenzione al loro ruolo strategico in un discorso più ampio di biodiversità: una errata scelta delle specie o della loro collocazione, una progettazione artificiale ed estetica più che funzionale sono stati gli errori più comuni, che hanno determinato manutenzioni onerose e la scomparsa di habitat importantissimi per gli insetti utili.  

Le istituzioni hanno il dovere di ripensare e riprogettare gli ambienti urbani affinchè offrano isole verdi separate e diversificate, in grado di creare patch in un habitat eterogeneo: una diversità che può favorire la permanenza della fauna impollinatrice. Un elemento fondamentale resta comunque la disponibilità di fiori, ancora meglio se di specie amiche delle api!

Realizzare aree Bee-friendly nel territorio urbano, riqualificando aree nuove (per esempio zone incolte) e valorizzando aree esistenti (per esempio le piste ciclabili) con la semina di fiori melliferi e la sistemazione di rifugi per insetti (bug hotel), e porre una grande attenzione ai trattamenti al verde pubblico sia per il diserbo sia per le zanzare, preferendo prodotti e tempistiche non dannosi per le api, sono già un buon inizio.

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AREE VERDI PER LE API

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APIARI DIDATTICI E COMUNALI

Insieme alla progettazione e alla riprogettazione degli spazi verdi, le amministrazioni possono disporre di un'arma potente e strategica per avvicinare la popolazione al mondo delle api e degli impollinarori e per spiegare l’importanza della loro presenza in città, favorendo la disseminazione dei comportamenti volti a tutelarli: gli apiari didattici.

Gli apiari didattici sono delle strutture dov'è possibile vedere da vicino le api ed effettuare le operazioni che tipicamente compie l’apicoltore nell’esercizio del suo lavoro, in totale sicurezza.

L’apiario rappresenta un simbolo dell'impegno visibile e tangibile delle istituzioni nei confronti dell'ambiente, ma anche un’occasione importante per svolgere attività didattiche e di educazione ambientale con scuole e privati cittadini.

DIFFONDERE LA CULTURA DELLA BIODIVERSITA'

L’Unione Europea, in occasione della conferenza del 2010 delle parti della Convenzione sulla diversità biologica, si è ufficialmente impegnata a perseguire l'obiettivo di porre fine alla perdita di biodiversità e al degrado dei servizi ecosistemici nell’Unione entro il 2020 e ripristinarli nei limiti del possibile.

Come affermato nell'ultimo rapporto ONU ''The Cities and Biodiversity Outlook'', una corretta gestione e pianificazione delle aree urbane ricopre un ruolo importante nel preservare la biodiversità e nell'assicurare all'uomo tutti quei servizi che la natura ci offre e che sono fondamentali non solo per il nostro benessere, ma anche per la nostra sopravvivenza. Questo rapporto, tra l'altro, afferma che i parchi cittadini, le aree agricole fino ad arrivare ai piccoli giardini privati e ad i tetti verdi contribuiscono attivamente alla mitigazione del cambiamento climatico. Attuare semplici accorgimenti nella costruzione, nella gestione e nella piantumazione di questi spazi verdi dunque può sostenere e incrementare la presenza di biodiversità nelle nostre città.

Ed è compito delle istituzioni locali, diffondere la cultura della biodiversità nella popolazione, a tutti i livelli, partendo dalle scuole, per fornire a tutti gli strumenti per attuare una svolta, auspicabile e necessaria, nelle nostre abitudini di tutti i giorni. Perchè una popolazione consapevole è una popolazione attiva.

FORMARE E FINANZIARE

A volte i nostri errori di comportamento nei confronti dell'ambiente sono frutto di preconcetti, di abitudini errate e di un dare per scontato che tutto ciò che ci circonda non subisca gli effetti dei nostri comportamenti singoli.

Non è facile modificare le nostre scelte ambientali ma è possibile: per questo a qualsiasi età possiamo imparare il rispetto per la natura e, in particolare, verso gli insetti pronubi. Ed è un compito imprescindibile degli assessorati all'ambiente di ogni Comune, quello di promuovere attività formative scolastiche ed extrascolastiche per insegnare il valore dell'apicoltura e della tutela degli insetti pronubi.

Favorire la presenza ed incrementare il numero degli apicoltori sul territorio, che sono i primi difensori delle api e sono maestri di rispetto verso questi insetti, è essenziale. 

Sostenere l'apicoltura come strumento di emancipazione economica e sociale promuovendo corsi di formazione che creino lavoro utile per il territorio, è una pratica virtuosa che molti Comuni stanno già meritevolmente attuando.

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LE BUONE PRATICHE DA DIFFONDERE IN AGRICOLTURA

Oggi, i sistemi agricoli a elevato input (ovvero quelli basati sull’agricoltura intensiva) hanno cambiato profondamente le dinamiche degli ecosistemi. L’impiego di pesticidi, fertilizzanti, OGM, energia da fonti non rinnovabili, ha spezzato l’equilibrio all’interno degli ecosistemi portando, tra l’altro, a un rapido declino delle api. La moria delle api allevate, correlata ai residui di contaminanti rilevati nel loro corpo o negli alveari, è un chiaro indicatore dell’eccessiva pressione che grava sugli ecosistemi.

I pesticidi sono prodotti chimici usati nella lotta contro animali nocivi (insetti, acari, topi, ecc.) o contro infezioni fungine o piante infestanti. I principi attivi che li compongono sono autorizzati dall’Unione europea, che si impegna a garantire “elevati livelli di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente” e stabilisce che i pesticidi non debbano avere “nessun effetto nocivo per la salute animale”. Il loro effetto però spesso deve essere considerato a lungo termine, perchè l'accumulo di sostanze nocive può generare effetti ritardati: questo è il caso dei neonicotinoidi, che si sono rivelati deleteri per la fauna e anche per la salute degli impollinatori.

E' compito delle istituzioni, a tutti i livelli, migliorare le politiche di riferimento in questo ambito ed assicurarne la corretta attuazione a tutela delle api e degli impollinatori, aggiornando le valutazioni di rischio, e promuovere la transizione a un modello agricolo rispettoso delle api, in grado di preservare la biodiversità del paesaggio agricolo e di garantirne la futura sostenibilità:

  • limitando il più possibile l’uso dei pesticidi, iniziando dall’abolizione del loro uso preventivo in agricoltura ma anche nel giardinaggio e in ambito forestale

  • incoraggiando sistemi di gestione agricola che mirino a ristabilire la simbiosi tra le api e l’agricoltura attraverso sistemi basati sulla rotazione delle colture, la diversificazione e la tutela degli insetti utili.

Solo attraverso il dialogo con gli agricoltori e il loro impegno attivo sul territorio le cose potranno davvero cambiare. E instaurare questo dialogo è compito imprescindibile delle amministrazioni comunali.​

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UNA RETE DI COMUNI VIRTUOSI: I COMUNI AMICI DELLE API

Il progetto dei Comuni Amici delle Api è un'iniziativa rivolta specificatamente agli enti locali in considerazione del ruolo strategico di motore politico e di coordinamento che hanno per la promozione di uno sviluppo locale sostenibile. Lo scopo è quello di promuovere una partecipazione attiva nella tutela dell'ambiente e nella riqualificazione dei territori a partire dalla protezione delle api e dalla valorizzazione dell'apicoltura.

In Italia sono già più di 80 i Comuni Amici delle Api e la rete sta crescendo.  Per aderire è necessaria l'approvazione e l'applicazione di una delibera che ufficializza l'impegno del Comune a favore delle api.

Il Giardino degli Apicoltori è orgoglioso Ambasciatore dei Comuni Amici delle Api e si adopera presso le istituzioni locali per diffondere la conoscenza sul mondo delle api e per affiancare Assessori, Giunte e Sindaci nella realizzazione di iniziative a favore e a sostegno delle api e dell'apicoltura.

Sei un Amministratore di un comune d'Italia e desideri saperne di più? Siamo a tua disposizione!

Api sul lavoro
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